Una piccola anticipazione del secondo capitolo del romanzo "Il virus della paura" di Giambattista Scirè in uscita l'11 maggio - Santelli Editore


Cari amici lettori e amiche lettrici,

grazie per i messaggi di interesse e apprezzamento sul primo capitolo.
Vi regalo, in esclusiva per voi iscritti a questa pagina, una piccola anticipazione del SECONDO capitolo.
E vi ricordo che il romanzo giallo è già ordinabile attraverso il sito della casa editrice Santelli, a questi link o all'indirizzo ordini@santellieditore.it :

https://www.santellieditore.it/product/il-virus-della-paura/

https://www.santellieditore.it/wp-content/uploads/2020/04/FLYER-Scir%C3%A8.pdf

Il libro sarà disponibile a partire dall'11 maggio in tutte le librerie e gli store on line.
Un caro saluto, Gb

Capitolo 2 

I centralini telefonici del paese sono stati presi d’assalto, nel giro di poche ore. Morti ovunque. Anziani, giovani, adulti, bimbi. È scattata la psicosi collettiva, si è diffuso il virus della paura, da quando alla televisione un noto giornalista ha annunciato la notizia.

Tutto è iniziato i primi dell’anno 2020 in Cina, in una metropoli della provincia dello Hubei chiamata Wuhan, con 11 milioni di abitanti. Decine di migliaia di cinesi hanno accusato gravi difficoltà respiratorie, i sintomi di una polmonite interstiziale provocata da uno sconosciuto quanto pericolosissimo virus, che nei casi più gravi porta alla morte. All’inizio tutto è stato tenuto nascosto dalle autorità cinesi, ma da un certo momento in poi le notizie sono sfuggite al loro controllo, si sono susseguite, rincorse, e sono state riportate sui maggiori network mondiali.

Le parole della CNN non lasciano spazio ad alcun dubbio. “Un virus attacca l’organismo umano alle vie respiratorie e si trasforma nel giro di pochi giorni in una polmonite acuta fortemente virale che può portare rapidamente alla morte. 572 casi di persone cinesi contagiate in un solo giorno”.

L’Italia è stata il primo paese in Europa a registrare un caso di contagio. Si tratta di un ragazzo, uno sportivo abituato alla resistenza, agli sforzi fisici, che è stato ricoverato d’urgenza in terapia intensiva in un centro specializzato di malattie infettive rare. È subito diventato, per tutti, “il paziente zero”. Da quell’istante, le 12.15 di un surreale e tragico mercoledì di fine inverno, la notizia è rimbalzata su tutti i social, poi nelle televisioni, ed ha raggiunto, in pochi minuti, milioni di italiani.

Quello che sta accadendo alla popolazione in questi giorni ha dell’incredibile. Ci sono già state, nel passato, gravi epidemie che hanno mietuto vittime e falcidiato popoli, ma non è mai successa nella storia una cosa simile, vissuta in tempo reale, mentre tutto si evolve, cambia, giorno per giorno, ora dopo ora.

Nell’età della scienza e della tecnologia un rudimentale virus influenzale ad alta contagiosità sta mettendo in ginocchio l’umanità. Nell’epoca della globalizzazione le più grandi multinazionali e le maggiori potenze del pianeta non riescono a trovare rimedi per arginare il contagio. I più avanzi gruppi di ricerca medica privata e i servizi sanitari nazionali degli stati sembrano brancolare nel buio.

Rimango fermo sul divano e poso lo smartphone.

Ho davanti a me solo poche ore di tempo, prima di fare “ciò che deve”, come aveva detto il medico dall’altro lato della cornetta.

Tutto in una notte, mi viene in mente il titolo di un film di John Landis. Sono in gioco i destini dell’umanità, e non solo il mio.

Un imprevisto può cambiare tutto, la vita di ognuno. Un semplice incidente, oppure l’irreparabile, cambia la Storia, quella con la “S” maiuscola. Mi torna alla mente l’aneddoto che raccontava sempre il mio professore di storia al liceo. Il naso di Cleopatra. Marco Antonio si era infatuato della famosa regina egiziana e questo fatto cambiò, senza dubbio, l’esito di una delle più grandi battaglie della storia romana. Non solo. La battaglia di Azio cambiò il futuro dell’imperatore Ottaviano. Sarebbe futile per uno studioso di storia cercare di ridimensionare, o far addirittura sparire, questi imprevisti, per ricondurre tutto ad una scientifica consequenzialità. Gli imprevedibili incidenti della storia. Credendo che non abbiano alcun effetto. No, l’imponderabile, l’assurdo, l’accidente, la casualità, con buona pace degli scienziati, sono parte essi stessi della storia. Anche di quella con la “s” minuscola, come la mia.

Riprendo in mano il telefonino e compongo un numero. «Sì... pronto?» esordisce la voce dall’altro lato del telefono.

(continua)

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