Come nasce un romanzo. 1- Il retroscena


In molti mi hanno chiesto, in questi giorni, come abbia fatto a scrivere e pubblicare un romanzo in così poco tempo. Domanda più che legittima, direi.
In realtà il giallo che ho scritto viene da molto lontano. Era da tempo, da qualche anno, che mettevo da parte appunti di scene e abbozzi di personaggi da romanzo. Tratti, un po', dalla mia vita reale. Un po' da idee e spunti , poi rielaborati, che avevo letto qua e là.
Preso com'ero sempre da altro, da cose più pressanti, prima dalle denunce e dai processi, poi dall'associazione, infine dalla corsa e dalla mountain bike che mi servivano per sfogare la tensione e lo stress, finiva che mettevo sempre tutto da parte e non ne facevo di nulla.
Un giorno, qualche tempo fa, una persona a me molto cara, Agnese, mi ha scritto in un messaggio: "Sei davvero molto bravo a scrivere, mi riferisco alla tua attenzione ai particolari e ai dettagli...hai detto che hai un romanzo nel cassetto, perché non lo riprendi in mano? perché non inizi a dedicartici di nuovo? spero davvero che un giorno riuscirai a ultimarlo... anzi, aspetto il romanzo!".
Ebbene, circa un due mesi fa, superata la fase di una brutta depressione, nel pieno dell'inizio dell'emergenza da corona-virus, ho ripreso in mano gli appunti, ma con uno spirito nuovo. Ho fatto alcune ricerche sul virus, mi sono messo davanti alla tastiera ed il romanzo è venuto fuori, così, da solo, liscio come l'olio. Prima le scene, strada facendo i vari personaggi, poi il finale.
A questo punto però non ero certo se quello che avevo scritto fosse valido dal punto di vista letterario e narrativo. Avevo assolutamente bisogno del parere di un esperto del settore, prima di iniziare a inviarlo a qualche casa editrice per proporne la pubblicazione. Con la convinzione, come spesso accade in questi casi, sulla base dei racconti e delle testimonianze di tanti, di non ricevere mai risposta.
Così, alla fine di marzo, ho iniziato a inviare delle mail con allegate le bozze del "manoscritto" di partenza ad alcune agenzie letterarie, le più quotate. Che subito mi hanno risposto chiedendo un sacco di soldi semplicemente per dare un'occhiata e potermi dire su cosa dovessi lavorare per migliorare il testo. Queste risposte mi avevano dissuaso. No, non era la strada che faceva per me.
Quando improvvisamente, in data 31 marzo, nella mia e-mail, spunta in neretto evidenziato un nuovo messaggio. Mittente: La Plume - servizi editoriali. Oggetto: Valutazione inedito "Il virus della paura".
A scrivermi era Rossella De Cosmo, agente letteraria di La Plume.
In allegato una breve scheda di valutazione. Non avevo sborsato un solo euro e già Rossella, sulla fiducia, mi aveva scritto la sua "recensione", sicura del fatto suo e che successivamente l'avrei contattata per il servizio, pagando solo dopo quello che sarebbe stato necessario a seguito degli interventi e dei consigli. E così è stato. Nella scheda c'era scritto, ve la sintetizzo:
"Punti di forza. Il romanzo, allo stato attuale, si presenta come un diamante grezzo che bisogna perfezionare. E’ con uno stile misterioso, dialogico, convulso e descrittivo, con periodi brevi, dal taglio quasi cinematografico. L’autore si muove con grande disinvoltura con le parole, il lessico, vario e articolato, è sorvegliato ma sobrio e la prosa rinuncia ad abbandonarsi ai compiacimenti formali, pertanto, la sintassi risulta elegante, ma senza orpelli retorici e la scelta lessicale è precisa, sobria e oculata. L’ambientazione variegata è efficace perché coerente con il messaggio complessivo del racconto e utile rispetto all’intreccio. Le coordinate spazio-temporali sono coerenti e rispettose della realtà storico sociale delle epoche cui fa riferimento il romanzo.
Poi mi dava alcuni consigli importantissimi, sui quali, nei giorni seguenti abbiamo iniziato a lavorare per migliorare il romanzo: sulla caratterizzazione e sulla rappresentazione scenica dei personaggi, sull'architettura complessiva della trama, sulla fluidità dell'intreccio, sulla gestione dei tempi della narrazione, sull'incipit.
Ecco, dunque, come è nato il romanzo giallo "Il virus della paura". Da un grumo di appunti di alcuni anni fa, dall'incitamento di una persona cara, dalla valutazione tecnica e dalle belle parole di una esperta del settore.
Indubbiamente ci voleva da parte mia la volontà di provarci, altrimenti non sarebbe nato nulla. Ma se non fosse stato per queste ragioni concomitanti, dubito che sarei riuscito a concludere il romanzo e a proporlo all'editore.
Ringrazio, dunque, Rossella De Cosmo e la sua professionalità. Se ho preso coscienza della validità di ciò che avevo scritto ed ho poi deciso di inviare il libro alla casa editrice Santelli - e qui approfitto per ringraziare tanto Eugenio Santelli, il direttore editoriale, che lo ha subito ritenuto valido, proponendomi il contratto - è stato sicuramente grazie a lei.

Questo il link per l'ordine della copia del romanzo:

https://www.santellieditore.it/product/il-virus-della-paura/


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